giovedì 12 novembre 2009
Maria Zanchetta presenta il suo libro
Grande serata! Grazie a Maria, Susan e a Zoya. I Fioi dea Valbrenta ci tengono a ringraziare tutti gli spettatori per la partecipazione a questo modo singolare di presentare un libro. La mini scrittrice, sicuramente per niente intimidita dal pubblico si è cimentata nella lettura delle sue poesie accompagnata dalle strabilianti melodie di Susan e Zoya alle quali non finiremo mai di essere riconoscenti. Ci dispiace se abbiamo causato qualche raffreddore ma la chiesette del '500 solitamente non hanno il riscaldamento! Grazie al Sig. Moccellin per avere documentato la serata con delle foto. Ora aspettiamo il DVD di Susan.
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venerdì 9 ottobre 2009
Invito a: I miei sogni in Poesia

E’ nello spirito dell’associazione e nostra profonda passione cercare, evidenziare e condividere le storie, gli eventi, le tradizioni e i personaggi della Valbrenta. Ci è stata segnalata la presentazione di un libro al Salone di Torino da parte di una valligiana molto speciale.
Maria è una bambina di 11 anni curiosa ed espansiva, decisa e amante dello scrivere. Abbiamo voluto presentare il suo libro di poesie e per valorizzare l’opera, inconsueta per la tenera età, sono state scelte alcune liriche che lei stessa leggerà e che verranno sottolineate da una grande voce di soprano accompagnata dalle vibranti note di un pianoforte. Il Duo eseguirà famosi pezzi classici che traggono ispirazione dai versi della piccola poetessa.
L’evento è inoltre valorizzato dal luogo in cui si svolge, l’Oratorio della Madonna dell’Onda, piccolo gioiello della Valbrenta risalente al 1547 e restaurato di recente.
Ringraziamo per la collaborazione Il Parroco di San Nazario Don Gaetano e il Sindaco di San Nazario Gianni Ceccon
Maria Zanchetta - “I miei sogni in poesia” - Edizioni Sottosopra
Musiche di:
J. Brahms, R. Schumann, A. Vivaldi, V. Bellini, W.A. Mozart
Esecuzione di:
Susan Anne Proctor – Soprano Zoya Tukhmanova - Pianoforte
Presenta la serata:
Giorgio Cavalli (presidente della biblioteca Medio Canale di Brenta)
Sabato 24 ottobre 2009 Ore 20,45
Chiesetta della Madonna dell'Onda
Merlo di San Nazario
Tributo a Dennis Graham Proctor
Maria Zanchetta - E’ nata a Bassano del Grappa il 16 giugno 1998 da Michele e Visentin Elena e vive a San Zeno di Cassola. Deve le sue origini valligiane al padre che è di Pove dove Lei stessa ha trascorso parte della sua vita.
Frequenta la prima classe presso la scuola media A.G. Roncalli di Rosà.
Maria ha passione per la danza e le arti nobili ma, ama particolarmente il mondo sviluppatosi nella Valle del Nilo e questa passione per l’egittologia la porta già da anni a dedicarsi a questa passione e, durante la visita al Museo Egizio di Torino conosce l’egittologo Alfredo Luvino che affascinato da tanta conoscenza commisurata alla tenera età, ne diventa amico e le spiana la strada verso la pubblicazione del suo libro che verrà poi presentato al Salone di Torino.
Dice il Luvino parlando di “I miei sogni in Poesia”:
- Un tuffo nella propria “infanzia intellettuale” torna di certo sempre utile ed è sempre gradito, perlomeno per dare di che nutrirsi a quel “fanciullino” pascoliano che continua a vivere in noi.-
Attualmente Maria sta scrivendo un secondo lavoro di genere diverso che darà il polso della sua creatività e versatilità; si tratta di un giallo ambientato nel mondo della scuola
Susan Anne Proctor - Soprano - inizia i suoi studi musicali all'età di cinque anni con il padre pianista.
Dopo aver conseguito il compimento inferiore di Pianoforte Principale con la pianista Cristina Meyr decide di continuare a frequentare il Conservatorio di Musica “B.Marcello” di Venezia dove, nel 1994, consegue, con ottimi risultati, il Diploma di Canto sotto la guida del m° Pamela Hebert e del m° Stefano Gibellato, seguito dal diploma di Musica Liturgica Prepolifonica con la prof.ssa Wally Pellizzari ottenendo il massimo dei voti. Nello stesso periodo frequenta Lettere, con indirizzo in Arti dello Spettacolo, presso l'Università degli Studi di Venezia.
Si specializza in Musica da Camera con il m° Elio Battaglia ed in particolare con lui approfondisce per diversi anni il repertorio Liederistico frequentando anche i corsi estivi tenuti dal m° Battaglia ad Aquasparta in Umbria e presso il Mozarteum di Salisburgo. Consegue il Diploma Superiore di Canto presso l'Accademia Musicale Pescarese nel 2000, seguita sempre dal m° Battaglia e dal baritono Lucio Gallo.
Nel 2007 consegue la Laurea di Secondo Livello in Musica Corale e Direzione di Coro presso il Conservatorio di Venezia con il m° Marco Gemmani.
Ha all'attivo numerosi concerti e collaborazioni con formazioni corali ed orchestrali italiane e
straniere.
Ha partecipato alla realizzazione di prime assolute di compositori contemporanei quali Gianandrea Pauletta, Paolo Furlani e Padre Benettolo.
Attualmente è soprano solista presso la Cappella Marciana di Venezia e collabora costantemente con l'Ensemble Vocale Gaspard Edesse diretto da Justine Rapaccioli.
Zoya Tukhmanova,
direttore di coro, pianista, clavicembalista, musicologa
Ha studiato a Mosca presso il Conservatorio “P.Ciaikovski” e a Venezia presso il Conservatorio “B.Marcello”. Si è perfezionata nel clavicembalo con Christopher Stembridge.
2002 ha ottenuto Borsa di studio dal Comune di Mosca, 2005 dal Ministero Affari Esteri d’Italia. Dal 2001 lavora come maestra di coro al Teatro “Novaya Opera”, Mosca. Tra le altre opere liriche ha preparato il coro per “Les Pecheurs de Perles”di Bizet, l“Fanciulla delle nevi”, “La sposa dello Tzar” di Rimski-Korsakov, “Boris Godunov” di Moussorgski, “Norma” di Bellini; per il Requiem di Verdi e il Requiem di Mozart. Nel 2004 è stata invitata in Spagna per prepararne la produzione di “Eugenio Oneguin” di Ciaikovski a Teatro Maestranza Sevilla.
Nel 2006 ha partecipato nella produzione di “Don Giovanni” di Mozart a Venezia come maestro del coro e maestro al clavicembalo.
Svolge intensa attività concertistica come maestro accompagnatore.
Tra le sue ricerche musicologiche ci sono “I cori nelle opere di Wagner”, “Il Pianoforte enarmonico del principe Odoevski”. Attualmente ha in preparazione la pubblicazione di “I Vesperi di Claudio Monteverdi”.
Duo Althea (Proctor-Tuchmanova)
L'ensemble musicale Duo Althea si è costituito nel 2008 e debutta per la prima volta presso il Palazzo delle Prigioni a San Marco, Venezia, con un programma di soli Lieder basati sulla figura di Mignon dal “Wilhelm Meister” di Goethe.
Il Duo Althea lavora costantemente a Venezia con il progetto futuro di approfondire il repertorio da camera di Lieder scritti prevalentemente da compositrici tedesche, prima di tutte Alma Mahler. Attualmente il duo sta lavorando su autori contemporanei inglesi e statunitesti tra cui Britten, Barber e Cage.
sabato 3 ottobre 2009
I miei sogni in poesia

Il libro di Maria Zanchetta
“I miei Sogni in Poesia” - Edizioni Sottosopra
Musiche di:
J. Brahms, R. Schumann, A. Vivaldi, V. Bellini, W.A. Mozart
Esecuzione di:
Susan Ann Proctor – Soprano
Zoya Tukhmanova - Pianoforte
Chiesetta di Madonna dell’Onda - Merlo di San Nazario
Sabato 24 ottobre 2009 - Ore 20,45
Conduce la serata:
Giorgio Cavalli
(presidente della biblioteca Medio Canale di Brenta)
Tributo a Dennis Graham Proctor
In collaborazione con
Parrocchia di S.S. Nazario e Celso
Amministrazione Comunale di San Nazario
venerdì 18 settembre 2009
martedì 28 luglio 2009
In merito alla ciclopista
Pubblichiamo la lettera spedita ai sindaci della Valbrenta con alcune osservazioni relative allo stato della cicloposta:
Ill.mo Sig. Sindaco di Cismon Sig. Ferazzoli Luca
“ “ di Campolongo s/B Sig. Illesi Mauro
“ “ di Pove Sig. Mocellin Onorio
“ “ di San Nazario Sig. Ceccon Gianni
“ “ di Solagna Sig. Nervo Carlo
“ “ di Valstagna Sig. Moro Angelo
“ “ di Bassano del Grappa Sig. Cimatti Stefano
In coerenza con il nostro impegno per il riconoscimento e la caratterizzazione del territorio della valle ci pregiamo sottoporVi alcune considerazioni in merito allo stato attuale della Ciclopista del Brenta e le altre aree in sinistra Brenta di sovente frequentate dai ciclisti.
Il ciclo turismo in Valbrenta ha assunto una notevole rilevanza sotto il profilo delle presenze ma lo stesso non si può dire per ciò che riguarda i servizi e le infrastrutture.
Pur riconoscendo che ad oggi l’economia turistica risulta ancora argomento semisconosciuto riteniamo che si possa partire da piccole cose ma incisive per cominciare a presentare un aspetto più attento ed accogliente della valle agli occhi del Visitatore.
La nostra attenzione è concentrata sulla grave carenza di adeguata segnaletica lungo tutto il percorso Veneto della ciclopista e percorsi alternativi.
Potremmo individuare tre tipi di segnalazioni pressoché assenti:
1) Segnaletica turistica ed indicazioni dei percorsi, motivo principale di questa nostra lettera: La Regione Veneto con Deliberazione della Giunta Regionale del 19 maggio 2009 pubblicata sul BUR n° 47 del 09 giugno 2009, ha avviato l’ Individuazione di itinerari di particolare interesse turistico e della cartellonistica e segnaletica tematica nell'ambito della Rete Escursionistica Veneta e approvazione del Piano regionale di segnaletica turistica. Legge regionale 4 novembre 2002, n. 33 e deliberazione n. 959 dell'11 aprile 2006. E’ reperibile nel sito della Regione Veneto.
2) Segnaletica stradale rivolta agli automobilisti che avverta delle situazioni di pericolosità ed ingombro che possano verificarsi imbattendosi in gruppi di ciclisti che procedono nei tratti ove la ciclopista si identifica con la strada provinciale o comunque su strade frequentate anche da autoveicoli.
3) Segnaletica stradale rivolta ai ciclisti affinché mantengano un comportamento consono alle disposizioni del Codice della Strada ricordando che non tutti i percorsi sono esclusivamente ciclabili e mantenendo il giusto rispetto dei diritti dei residenti
Invitiamo fin d’ora gli Ill.mi Sindaci ad analizzare con uno sforzo comune la possibilità di fornire di adeguata segnaletica le strade della Valbrenta dimostrando la dovuta attenzione alle problematiche di viabilità susseguenti alla convivenza tra ciclisti , conduttori di autoveicoli e residenti, consentendo ai molti visitatori di avere le necessarie informazioni affinchè la nostra bella Valle possa essere oggetto di visite più approfondite e non solo occasione di passaggio veloce.
RingraziandoVi per la Cortese attenzione la nostra associazione auspica che questa segnalazione trovi il giusto interesse quantomeno nell’impegno ad affrontare il problema in modo collegiale tra le varie Amministrazioni comunali.
Cordialmente
Per l’Associazione Fioi dea Valbrenta
Il Presidente Stefano Mocellin
Ill.mo Sig. Sindaco di Cismon Sig. Ferazzoli Luca
“ “ di Campolongo s/B Sig. Illesi Mauro
“ “ di Pove Sig. Mocellin Onorio
“ “ di San Nazario Sig. Ceccon Gianni
“ “ di Solagna Sig. Nervo Carlo
“ “ di Valstagna Sig. Moro Angelo
“ “ di Bassano del Grappa Sig. Cimatti Stefano
In coerenza con il nostro impegno per il riconoscimento e la caratterizzazione del territorio della valle ci pregiamo sottoporVi alcune considerazioni in merito allo stato attuale della Ciclopista del Brenta e le altre aree in sinistra Brenta di sovente frequentate dai ciclisti.
Il ciclo turismo in Valbrenta ha assunto una notevole rilevanza sotto il profilo delle presenze ma lo stesso non si può dire per ciò che riguarda i servizi e le infrastrutture.
Pur riconoscendo che ad oggi l’economia turistica risulta ancora argomento semisconosciuto riteniamo che si possa partire da piccole cose ma incisive per cominciare a presentare un aspetto più attento ed accogliente della valle agli occhi del Visitatore.
La nostra attenzione è concentrata sulla grave carenza di adeguata segnaletica lungo tutto il percorso Veneto della ciclopista e percorsi alternativi.
Potremmo individuare tre tipi di segnalazioni pressoché assenti:
1) Segnaletica turistica ed indicazioni dei percorsi, motivo principale di questa nostra lettera: La Regione Veneto con Deliberazione della Giunta Regionale del 19 maggio 2009 pubblicata sul BUR n° 47 del 09 giugno 2009, ha avviato l’ Individuazione di itinerari di particolare interesse turistico e della cartellonistica e segnaletica tematica nell'ambito della Rete Escursionistica Veneta e approvazione del Piano regionale di segnaletica turistica. Legge regionale 4 novembre 2002, n. 33 e deliberazione n. 959 dell'11 aprile 2006. E’ reperibile nel sito della Regione Veneto.
2) Segnaletica stradale rivolta agli automobilisti che avverta delle situazioni di pericolosità ed ingombro che possano verificarsi imbattendosi in gruppi di ciclisti che procedono nei tratti ove la ciclopista si identifica con la strada provinciale o comunque su strade frequentate anche da autoveicoli.
3) Segnaletica stradale rivolta ai ciclisti affinché mantengano un comportamento consono alle disposizioni del Codice della Strada ricordando che non tutti i percorsi sono esclusivamente ciclabili e mantenendo il giusto rispetto dei diritti dei residenti
Invitiamo fin d’ora gli Ill.mi Sindaci ad analizzare con uno sforzo comune la possibilità di fornire di adeguata segnaletica le strade della Valbrenta dimostrando la dovuta attenzione alle problematiche di viabilità susseguenti alla convivenza tra ciclisti , conduttori di autoveicoli e residenti, consentendo ai molti visitatori di avere le necessarie informazioni affinchè la nostra bella Valle possa essere oggetto di visite più approfondite e non solo occasione di passaggio veloce.
RingraziandoVi per la Cortese attenzione la nostra associazione auspica che questa segnalazione trovi il giusto interesse quantomeno nell’impegno ad affrontare il problema in modo collegiale tra le varie Amministrazioni comunali.
Cordialmente
Per l’Associazione Fioi dea Valbrenta
Il Presidente Stefano Mocellin
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lunedì 20 aprile 2009
In Valbrenta la Ensemble Vocale Gaspard Edesse
Magistrale esibizione dei giovani coristi Veneziani
L’esibizione di Pièce polidrammatica svoltasi sabato 18 Aprile presso la Chiesa di Santo Spirito a Oliero, passerà alle cronache della Valbrenta come una delle più alte espressioni artistiche nel canto corale mai ascoltate. In una cornice suggestiva come la chiesetta di Oliero, dotata di un ‘acustica eccezionale, di fronte ad un pubblico di intenditori, la Ensemble Vocale Gaspard Edesse di Venezia, ha presentato “Ritorno ad Ararat” in occasione del 94° Anniversario del Metz Yeghern, il Genocidio Armeno.
La giovane direttrice Justine Rapaccioli ha condotto magistralmente l’affiatato e preparatissimo gruppo di coristi in altissime espressioni vocali di canti popolari armeni. La recitazione degli attori Emiliano De Lello e Savino Liuzzi quali voci narranti dei versi del poeta Varujan, ha innalzato la tensione emotiva del contrasto posto dalle liriche del poeta armeno che contrapponeva le terribili ombre della morte e dello sterminio alle energiche scene dei risvegli della natura a testimonianza della forza della speranza.
Al di là della forte componente drammatica e emotiva emerge la potenza espressiva di insieme di voci di tutto riguardo che hanno reso magica l’atmosfera della serata. Una performance che non lascia dubbi sulla potenzialità di successo di questo gruppo di giovani di recente costituzione. La sfida dell’Associazione Culturale Fioi dea Valbrenta è stata vinta: “E’ importante lanciare un segnale di riqualificazione delle attività culturali proponendo l’eccellenza a un pubblico attento che ben sa recepire le rare novità”.
L’esibizione di Pièce polidrammatica svoltasi sabato 18 Aprile presso la Chiesa di Santo Spirito a Oliero, passerà alle cronache della Valbrenta come una delle più alte espressioni artistiche nel canto corale mai ascoltate. In una cornice suggestiva come la chiesetta di Oliero, dotata di un ‘acustica eccezionale, di fronte ad un pubblico di intenditori, la Ensemble Vocale Gaspard Edesse di Venezia, ha presentato “Ritorno ad Ararat” in occasione del 94° Anniversario del Metz Yeghern, il Genocidio Armeno.
La giovane direttrice Justine Rapaccioli ha condotto magistralmente l’affiatato e preparatissimo gruppo di coristi in altissime espressioni vocali di canti popolari armeni. La recitazione degli attori Emiliano De Lello e Savino Liuzzi quali voci narranti dei versi del poeta Varujan, ha innalzato la tensione emotiva del contrasto posto dalle liriche del poeta armeno che contrapponeva le terribili ombre della morte e dello sterminio alle energiche scene dei risvegli della natura a testimonianza della forza della speranza.
Al di là della forte componente drammatica e emotiva emerge la potenza espressiva di insieme di voci di tutto riguardo che hanno reso magica l’atmosfera della serata. Una performance che non lascia dubbi sulla potenzialità di successo di questo gruppo di giovani di recente costituzione. La sfida dell’Associazione Culturale Fioi dea Valbrenta è stata vinta: “E’ importante lanciare un segnale di riqualificazione delle attività culturali proponendo l’eccellenza a un pubblico attento che ben sa recepire le rare novità”.
venerdì 20 marzo 2009
sabato 24 gennaio 2009
lettera del presidente a Paolini
Al signor Marco Paolini....
riflessioni di un tele... spettatore. Marco Paolini quello del Vajont, ma
anche di Ustica... forse quello su Ustica è stato più travolgente! Ma anche
il Vajont ha travolto non solo una valle ma le coscienze ...degli
innocenti... perchè non la coscienza dei colpevoli?? I segreti di uno
stato-nazione possono e diventano spunti per un autore e attore teatrale
veneto, per far conoscere la sua opera anche a chi come me, il teatro non
sa cos'è, o meglio gli sarebbe piaciuto sapere cosa c'era dentro al palco,
ma la vita lo ha portato in altre lande...non desolate, anzi a volte
affollate e ...guarda la TV!
Mi scusi per questa presentazione, ma vorrei comunicare ...la mia
"appartenenza" ai suoi racconti. Identificarmi in un attore, il quale parla
anche di me stesso, della mia terra, del mio parlare...Sono veneto come Lei,
sono delle Prealpi, quasi come Lei, anzi sono della Valbrenta.
Quel posto dove ci è passato con l'orsetto di Trento per andare a Borgo
Valsugana e ... ha visto l'uomo nero! Con mia moglie ci dicevamo che l'uomo
nero da bambini lo pensavamo come un uomo senza volto e non abbiamo mai
pensato all'uomo nero dell'Africa. Mi ricordo che il primo Nero dell'Africa
l'ho visto, dal vivo, in collegio alle medie a Romano vicino a Bassano. Era
un frate dei Fatebenefratelli. Avevo 12 anni era il 1977, tutti lo
guardavamo con curiosità...prima i neri li avevamo visti soltanto in
televisione!
Il treno...il treno per me è stato emancipazione, affrancarsi dalla famiglia
e libertà... d'azione e di pensiero, in treno sono diventato grande. In quei
5 anni dove, da San Marino, per 19 km di linea ferroviaria della tratta
austroveneta bassano trento, arrivavo a Bassano neglianni '80 per
frequentare le superiori. In quel periodo ci siamo scoperti, noi, quella
generazione di "figli" della Valbrenta, oggi quarantenni. Eravamo un'orda di
barbari che occupavano Bassano. Quelli della mia classe dell'agraria mi
chiamano l'austriaco perchè abitavo a loro dire al "sesto nido delle
aquile". Io quasi mi offendevo. Oggi se mi dicessero "austriaco" farei...
forse, festa. Dicevo, che ci sentivamo figli della Valbrenta perchè eravamo
molto solidali come fratelli, ma non chiusi come si potrebbe pensare per chi
abita in valle. La nostra valle è aperta, passa di tutto ad ogni ora del
giorno, dai TIR ai turisti, alcuni si fermano... si accorgono di qualcosa di
strano, di strane costruzioni, oggi decrepite per il 90%. Quelle costruzioni
dimostrano la tenacità della gente che ci abitava 50-100-150 anni fa'.
La stessa gente che è andata in Brasile, a Latina, ad Arborea e chissà dove
pal mondo! Quelle costruzioni che si arrampicano su per le rocce, rocce
trasformate in terreno da coltivare, a dimostrazione che la forza di
disperazione e la povertà rendevano la nostra gente tenace (parola detta da
un mio amico marocchino quando ha letto un libro sul tema delle "Masiere"
terrazzamenti) perchè loro non volevano arrendersi e magari andare... via,
pitosto morir.
Signor Paolini se ha l'occasione di passare ancora in treno per la Valbrenta
per andar su par Trento, butti l'occhio verso ovest, verso l'Altipiano di
Asiago. Le vede lì le Masiere, perchè adesso con la neve caduta non si
nasconde la verità, anzi la sottolinea ... la neve sottolinea i lineamenti
della vallata, sottolinea che il degrado e l'abbandono della nostra
testimonianza sono tangibili... che non ghe xè schei per la testimonianza
dei nostri avi...anzi noi siamo ancora fortunati che abbiamo un segno
lasciato dai nostri avi, sentiamo ancora le voci, vediamo le lacrime su quei
sassi e le bestemmie risuonano ancora come echi tra le roccie ...besteme par
spacar la roccia, tirar su sti sassi da par tera e far un muro de sasi, par
impiantar el tabaco e... non vedar mai el fior ... perchè xera proìbio. No
te poi far a semenza del tabaco, a finanza a te cava e licenze e ...dopo te
mori de fame o... te ve via...
Mia nonna novantenne, ancora in vita, quando ha voglia di parlar de stiani,
mi racconta della "poenta santa": partivano senza chitarra e neanche
pianoforte...e non andavano a Roma...andavano a Scorzè partendo da Valgoda
di Enego alle 5 del mattino prendevano il solito treno, quello a vapore a
"vaca mora" quello lento, ma puntuale, dopo esser scesi dall'altipiano
pestando i sassi della mulattiera e gli strodoi verso fondo valle...andavano
a tor la farina per la polenta quella che si taglia col filo, magari la
farina era bianca. Più erano e più grano prendevano, due sacchi per
famiglia. Arrivavano a Scorzè con na scorta de tabacco de contrabando, per
pagare il granoturco da trasformare in polenta. Poi fatto lo scambio
ripartivano verso le prealpi e scendevano dal treno a San Marino a sera
tarda e chiedevano a Bepi Stasion, se gentilmente poteva tenere i sacchi
perchè andar per la montagna col scuro e i sacchi sulle spalle dopo una
giornata non certo riposante, neanche Golia ci sarebbe riuscito. E, el poro
Bepi Stasion el capiva la situazione, custodiva i sacchi di granaglia in
attesa del giorno dopo, dove sempre gli stessi prendevano i sacchi e li
portavano a Valgoda...ma non era finita perchè raggiunto l'atipiano dovevano
andar a Enego dove c'era il mulino per trasformare il grano in farina (altri
sie chilometri andata e ritorno), fatta la farina tornavano a casa... e mia
nonna conclude..." dime ti quanto santa che a gèra sta poenta".
Quando la mangiavano probabilmente pregavano senza dir alcuna giaculatoria.
Il valore del cibo, di un cibo povero come la polenta...
adesso la chiamano crema di mais... nei ristoranti rinomati e non solo!
Il Valore della polenta "santa" si perde con la crema di mais.
Concludo ringraziandola per le sue opere, ha reso la nostra vita delle opere
teatrali... si ricordi che quando passerà per San Marino, in treno
naturalmente, magari per un' oretta in attesa del prossimo orsetto o
minuetto, si fermi ... e si accorgerà di non essere sul Monte Titano come
alcuni turisti internazionali e non, pensano di essere. Girando lo sguardo
verso est si accorgerà di essere ai piedi del Col Caprile (Massicio del
Grappa) dove il 19 settembre del 1918 un ragazzo magiaro dell'attuale
Romania con un nome poetico e fiabesco, tale Peter Pan, è morto e le sue
ossa riposano sull'ossario del versante del cimitero austroungarico...mentre
mio nonno tale Mocellin Ermando da San Nazario appartenente al battaglione
Vicenza sul Don, con le sue ossa si trova chissà dove, ma riposa nella terra
della madre Russia , come chiamano i russi la loro patria ...è pur sempre
una Madre.
Grazie per l'attenzione.
Stefano Mocellin
riflessioni di un tele... spettatore. Marco Paolini quello del Vajont, ma
anche di Ustica... forse quello su Ustica è stato più travolgente! Ma anche
il Vajont ha travolto non solo una valle ma le coscienze ...degli
innocenti... perchè non la coscienza dei colpevoli?? I segreti di uno
stato-nazione possono e diventano spunti per un autore e attore teatrale
veneto, per far conoscere la sua opera anche a chi come me, il teatro non
sa cos'è, o meglio gli sarebbe piaciuto sapere cosa c'era dentro al palco,
ma la vita lo ha portato in altre lande...non desolate, anzi a volte
affollate e ...guarda la TV!
Mi scusi per questa presentazione, ma vorrei comunicare ...la mia
"appartenenza" ai suoi racconti. Identificarmi in un attore, il quale parla
anche di me stesso, della mia terra, del mio parlare...Sono veneto come Lei,
sono delle Prealpi, quasi come Lei, anzi sono della Valbrenta.
Quel posto dove ci è passato con l'orsetto di Trento per andare a Borgo
Valsugana e ... ha visto l'uomo nero! Con mia moglie ci dicevamo che l'uomo
nero da bambini lo pensavamo come un uomo senza volto e non abbiamo mai
pensato all'uomo nero dell'Africa. Mi ricordo che il primo Nero dell'Africa
l'ho visto, dal vivo, in collegio alle medie a Romano vicino a Bassano. Era
un frate dei Fatebenefratelli. Avevo 12 anni era il 1977, tutti lo
guardavamo con curiosità...prima i neri li avevamo visti soltanto in
televisione!
Il treno...il treno per me è stato emancipazione, affrancarsi dalla famiglia
e libertà... d'azione e di pensiero, in treno sono diventato grande. In quei
5 anni dove, da San Marino, per 19 km di linea ferroviaria della tratta
austroveneta bassano trento, arrivavo a Bassano neglianni '80 per
frequentare le superiori. In quel periodo ci siamo scoperti, noi, quella
generazione di "figli" della Valbrenta, oggi quarantenni. Eravamo un'orda di
barbari che occupavano Bassano. Quelli della mia classe dell'agraria mi
chiamano l'austriaco perchè abitavo a loro dire al "sesto nido delle
aquile". Io quasi mi offendevo. Oggi se mi dicessero "austriaco" farei...
forse, festa. Dicevo, che ci sentivamo figli della Valbrenta perchè eravamo
molto solidali come fratelli, ma non chiusi come si potrebbe pensare per chi
abita in valle. La nostra valle è aperta, passa di tutto ad ogni ora del
giorno, dai TIR ai turisti, alcuni si fermano... si accorgono di qualcosa di
strano, di strane costruzioni, oggi decrepite per il 90%. Quelle costruzioni
dimostrano la tenacità della gente che ci abitava 50-100-150 anni fa'.
La stessa gente che è andata in Brasile, a Latina, ad Arborea e chissà dove
pal mondo! Quelle costruzioni che si arrampicano su per le rocce, rocce
trasformate in terreno da coltivare, a dimostrazione che la forza di
disperazione e la povertà rendevano la nostra gente tenace (parola detta da
un mio amico marocchino quando ha letto un libro sul tema delle "Masiere"
terrazzamenti) perchè loro non volevano arrendersi e magari andare... via,
pitosto morir.
Signor Paolini se ha l'occasione di passare ancora in treno per la Valbrenta
per andar su par Trento, butti l'occhio verso ovest, verso l'Altipiano di
Asiago. Le vede lì le Masiere, perchè adesso con la neve caduta non si
nasconde la verità, anzi la sottolinea ... la neve sottolinea i lineamenti
della vallata, sottolinea che il degrado e l'abbandono della nostra
testimonianza sono tangibili... che non ghe xè schei per la testimonianza
dei nostri avi...anzi noi siamo ancora fortunati che abbiamo un segno
lasciato dai nostri avi, sentiamo ancora le voci, vediamo le lacrime su quei
sassi e le bestemmie risuonano ancora come echi tra le roccie ...besteme par
spacar la roccia, tirar su sti sassi da par tera e far un muro de sasi, par
impiantar el tabaco e... non vedar mai el fior ... perchè xera proìbio. No
te poi far a semenza del tabaco, a finanza a te cava e licenze e ...dopo te
mori de fame o... te ve via...
Mia nonna novantenne, ancora in vita, quando ha voglia di parlar de stiani,
mi racconta della "poenta santa": partivano senza chitarra e neanche
pianoforte...e non andavano a Roma...andavano a Scorzè partendo da Valgoda
di Enego alle 5 del mattino prendevano il solito treno, quello a vapore a
"vaca mora" quello lento, ma puntuale, dopo esser scesi dall'altipiano
pestando i sassi della mulattiera e gli strodoi verso fondo valle...andavano
a tor la farina per la polenta quella che si taglia col filo, magari la
farina era bianca. Più erano e più grano prendevano, due sacchi per
famiglia. Arrivavano a Scorzè con na scorta de tabacco de contrabando, per
pagare il granoturco da trasformare in polenta. Poi fatto lo scambio
ripartivano verso le prealpi e scendevano dal treno a San Marino a sera
tarda e chiedevano a Bepi Stasion, se gentilmente poteva tenere i sacchi
perchè andar per la montagna col scuro e i sacchi sulle spalle dopo una
giornata non certo riposante, neanche Golia ci sarebbe riuscito. E, el poro
Bepi Stasion el capiva la situazione, custodiva i sacchi di granaglia in
attesa del giorno dopo, dove sempre gli stessi prendevano i sacchi e li
portavano a Valgoda...ma non era finita perchè raggiunto l'atipiano dovevano
andar a Enego dove c'era il mulino per trasformare il grano in farina (altri
sie chilometri andata e ritorno), fatta la farina tornavano a casa... e mia
nonna conclude..." dime ti quanto santa che a gèra sta poenta".
Quando la mangiavano probabilmente pregavano senza dir alcuna giaculatoria.
Il valore del cibo, di un cibo povero come la polenta...
adesso la chiamano crema di mais... nei ristoranti rinomati e non solo!
Il Valore della polenta "santa" si perde con la crema di mais.
Concludo ringraziandola per le sue opere, ha reso la nostra vita delle opere
teatrali... si ricordi che quando passerà per San Marino, in treno
naturalmente, magari per un' oretta in attesa del prossimo orsetto o
minuetto, si fermi ... e si accorgerà di non essere sul Monte Titano come
alcuni turisti internazionali e non, pensano di essere. Girando lo sguardo
verso est si accorgerà di essere ai piedi del Col Caprile (Massicio del
Grappa) dove il 19 settembre del 1918 un ragazzo magiaro dell'attuale
Romania con un nome poetico e fiabesco, tale Peter Pan, è morto e le sue
ossa riposano sull'ossario del versante del cimitero austroungarico...mentre
mio nonno tale Mocellin Ermando da San Nazario appartenente al battaglione
Vicenza sul Don, con le sue ossa si trova chissà dove, ma riposa nella terra
della madre Russia , come chiamano i russi la loro patria ...è pur sempre
una Madre.
Grazie per l'attenzione.
Stefano Mocellin
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